Quando ci si mette, l'antiquario milanese Carlo Orsi ama stupire. Lo fa anche stavolta presentando qualcosa di cosģ eccezionale e unico per il panorama antiquario da porlo su un piano di alta levatura. Lo fa con una mostra dedicata all'Eros composta da tre opere che ne percorrono attraverso i millenni la raffigurazione, dai tempi di Lisippo a quella dei giorni nostri di Fausto Melotti, passando per la raffinata esecuzione di Antonio Canova. Tre sculture chiave, che vanno dall'antichitą greca ai giorni nostri, su un tema, sempre attuale, che ha avuto nell'arte le rappresentazioni pił disparate.
Nella mostra di Carlo Orsi, che apre i battenti nell'atelier milanese di via Bautta 14, il 15 maggio e rimarrą aperta fino al 13 giugno, si avrą modo di ammirare in una sorta di continuum stilistico una copia in marmo pario di epoca romana di un Eros che tende l'arco di Lisippo, un gesso originale di Antonio Canova, l'Amorino alato, e infine "l'Amore", stilizzato nell'acciaio inox di Fausto Melotti.
Il gesso del Canova rappresenta l'ultima versione, la pił riuscita secondo lo scultore, di quattro esemplari del 1786: č un amorino alato in riposo, appoggiato al suo arco, alto 140 centimetri.
Imbracciava invece l'arco, scomparso, visto che si tratta di un'opera frammentaria (ritrovata nel 1749 a Roma dal cardinale Pietro Torrigiani) la copia di epoca romana dell'amorino di Lisippo alta 126 centimetri.
Svettano per 180 centimetri le due stele appaiate di acciaio inox di Fausto Melotti.
Curata da Ferdinando Mazzocca, la riunione delle tre sculture dą un senso all'interpretazione della bellezza attraverso il tempo, accentuata dalla diversitą formale oltre che dalla sostanza della materia utilizzata. (ItalPlanet News)