Home |  Chi siamo |  ItalPlanetNews |  Pubblicità |  Speciali |  IT Mondo |  Edizioni  | 
Cerca Vai
 Testate
èItalia
l'Augurio del Presidente
Sommario
Editoriali
Italia Bella
News
Dal Quirinale
Dalla Farnesina
In Europa
Italiani nel Mondo
L'altra Italia
Riflettori sulle donne
Regioni e emigrazioni
Italianità
Bel Paese
Moda
Arte della Tavola
Mondo Motori
Cinema & Cultura
Sport
Eventi
Poster Poste Italiane
Italia for Italy
MINCOMES
Assocamerestero
ICE for Italy
ABI
SACE
SIMEST
Made in Italy
èItalia - English
Gli arretrati di èItalia
 
Redazione e Contatti
Pubblicità
Abbonamenti
èItalia USA-Canada
èItalia Russia
èItalia Germania - UK - Francia
èItalia Brasile
èItalia Australia-India
Speciali - Attività 2010
ItalPlanet News
éBRASIL Revista
Redazioni
Abbonati a èItalia
 Le altre aree
Scarica il ns Banner
Pubblicità

 


per la tua Pubblicità
su
ItalPlanet
èItalia > italplanet.it > italplanet.tv
Via Ugo Foscolo, 4 (MM Duomo) - 20121 Milano
Tel + 39 02 36571696 
Fax + 39 02 72000223
italplanet@italplanet.it
Londra -  Los Angeles
Mosca - Monaco - Mumbai 
New York - Nizza - Sydney
San Paolo - Toronto
Concessionaria Pubblicità:
INTL. MEDIA Srl

èItalia èItalia USA-Canada èItalia Russia èItalia Germania - UK - Francia èItalia Brasile èItalia Australia-India
Home > èItalia  > L'altra Italia
èItalia numero 51, Maggio-Giugno 2008
Maurizio Mariano, un Italiano a fianco di Nelson Mandela
di Lucy Tattoli
AVVOCATO, MEMBRO DI SPICCO DELLA COMUNITÀ ITALO-SUDAFRICANA, ORA È STATO CHIAMATO DALL'ANC A LAVORARE IN VISTA DELLE PROSSIME ELEZIONI PRESIDENZIALI - Nato in Sudafrica da genitori emigrati dall'Abruzzo, ha sempre lottato per l'uguaglianza e contro l'Apartheid. E, nel prossimo futuro, potrebbe portare la sua voce e le sue idee ai massimi vertici politici del Paese

Brillante avvocato, quarantaquattro anni, esponente di spicco della comunità italiana di Johannesburg, per sette anni membro del CGIE (Consiglio Generale degli Italiani all'Estero) e Presidente del Comites (Comitato degli Italiani all'Estero), Maurizio Mariano è stato recentemente avvicinato dall'ANC, il partito di Nelson Mandela, che gli ha chiesto di entrare nei suoi "ranghi direttivi". Una scelta difficile, perché, come egli stesso tiene a sottolineare, "avrà profonde ripercussioni sulla mia vita, sulla mia famiglia, sulla mia carriera, così come sul mio ruolo all'interno della comunità italo-sudafricana. È certo comunque che, qualora accettassi questo incarico, mi dedicherei a questo compito con il massimo del mio impegno e della mia onestà".

Nonostante i suoi numerosi impegni, Lei è molto attivo all'interno della comunità italo-sudafricana. Quali giudica siano oggi le sue esigenze più urgenti, soprattutto delle più giovani generazioni?
Le esigenze più gravi ed urgenti del Sudafrica, che incontra non solo la comunità italiana ma tutto il Paese, sono l'incidenza della criminalità, la crisi economica e sopratutto la povertà. Per tutti questi motivi, ho constatato con dispiacere che nei giovani appartenenti alla comunità italiana sta sempre più venendo meno la "certezza del futuro", e per questo i più bravi e meritevoli, i cosiddetti "cervelli", hanno iniziato a emigrare in Europa, negli USA, in Canada e in Australia, in cerca di lavoro ed opportunità. Poiché credo profondamente in questo Paese, spero che la situazione migliori e che in futuro quelle opportunità che i nostri giovani hanno iniziato a cercare all'estero, vengano loro offerte qui in Sudafrica, affinché possano fornire a questo Paese il loro contributo.

Oggi fa parte dell'ANC. Come si è avvicinato alla politica del suo Paese?
Potrei dire che, fin da quando, bambino, ho preso coscienza del mondo che mi circondava, ho iniziato a seguire con interesse le vicende del mio Paese. Non condividevo le scelte a suo tempo fatte dal Governo, che applicava in modo coercitivo l'Apartheid, e rimanevo esterrefatto ed addolorato nel vedere che gran parte della popolazione, tra cui molti miei amici, veniva discriminata solo per il colore della pelle. Per questo mi sono sempre schierato contro le cosiddette norme applicate dall'Apartheid e dal Governo che le sosteneva, e proprio a causa di questo mio atteggiamento – che sopratutto negli anni dell'Università potrei definire "attivo" – sono stato recentemente avvicinato dall'ANC, che mi ha chiesto di partecipare attivamente alla preparazione di quelle che saranno le nuove prospettive del partito in vista delle elezioni presidenziali e della formazione del nuovo governo in Sudafrica, che avverranno nella primavera del 2009.

Cosa l'ha maggiormente affascinata di Nelson Mandela?
Sono sempre stato un suo profondo ammiratore, e l'ammiro sia in quanto uomo che in quanto politico. Ricordo, in particolare, un episodio, che è rimasto indelebile nella mia mente. Era il giorno della elezione di Mandela a Presidente della Repubblica. Ricordo che alla fine del discorso di investitura, egli aveva a fianco l'attuale Presidente del Sudafrica Thabo Mbeki (persona di colore) e Mr. W. De Klerk (ultimo rappresentante, bianco, della componente Afrikaaner del Sudafrica). In quella occasione, alzò il braccio di Thabo Mbeki e quello di De Klerk come a voler significare che il tempo della "incomprensione" tra i due popoli era finito e che da quel momento tutti avrebbero dovuto unirsi e lavorare congiuntamente, dimenticando odio e patimenti, soprusi e oppressione politica. Probabilmente un gesto semplice e sincero nella sua essenzialità, ma che mi colpì profondamente, e continua a spingermi a dare il meglio di me stesso per raggiungere quegli obiettivi che quel gesto voleva significare.

Lei ha avuto l'opportunità di venire a contatto con gli alti vertici della politica dell'Italia e del Sudafrica. A suo parere, per puntare ad un miglioramento, cosa potrebbe prendere ad esempio la politica italiana da quella sudafricana, e cosa quella sudafricana da quella italiana?
Ritengo che l'Italia dovrebbe puntare ad un miglioramento dei rapporti che intercorrono tra i Ministri del Governo ed i cittadini, che sono troppo lontani tra di loro. Intendo dire che i Ministri dovrebbero essere più raggiungibili dalla gente comune, per raccoglierne le necessità ed, eventualmente, le lamentele. Per quanto riguarda il Sudafrica, occorrerebbe che nel parlamento, tramite l'espressione del voto popolare, maturi la presenza di una "opposizione" forte e pressante come quella che esiste in Italia.

Tornerebbe mai in Italia?
Se la domanda pretende una risposta secca e definitiva, risponderei di no. In verità, io sono nato in Sudafrica da genitori italiani emigrati, quindi in Italia non ho mai vissuto per un periodo così lungo da poter parlare di "ritorno". Quello che posso sicuramente affermare è che, pur essendo nato all'estero ed avendo la doppia cittadinanza (italiana e sudafricana), amo profondamente l'Italia, alla quale sono legate le mie radici più profonde. Viaggio spesso nel Paese per visitare parte della mia famiglia che ancora risiede in Abruzzo, mio nonno, gli zii e le zie, una miriade di cugini a cui sono molto legato, e tanti altri parenti ed amici. Senza poi dimenticare la commozione che provo nel visitare le bellissime località che hanno reso famoso in tutto il mondo il nostro bel paese, la cultura che ti avvolge, i musei con le loro meravigliose reliquie, le vestigia del passato che si trovano in ogni più sperduto paesino. Posso quindi affermare dal profondo del cuore e senza timore di smentita che è vero, amo tantissimo l'Italia.

Stampa questo articolo  Invia questo articolo 
Commenta l'articolo
Inserisci un commento
Nella sezione
Maurizio Mariano, un Italiano a fianco di Nelson Mandela
“... e loro scoprirono l’America”
Quando ad emigrare è l’arte…
Sulle tracce degli Italiani d’Australia
Un angolo d’Italia nel cuore della Cina
Geronimo Veroneo, l’italiano del Taj Mahal
L’Italia raccontata dagli Inglesi del Grand Tour
Italia-Germania: partire… per poi tornare
segue...
  • ItalPlanet.it  - il Portale dell'ITALIA nel Mondo
    INTL. MEDIA S.r.l. - Via Ugo Foscolo, 4 - 20121 Milano
    italplanet@italplanet.it
    Cod.Fisc., P.IVA ed Iscrizione Registro Imprese c/o CCIAA Milano 05919500966 - Cap. Soc. Euro 15.000,00 i.v.