"È una smagliante luminosa immagine dell'Italia nel mondo. È un'icona del cinema mondiale, un sex simbol nei sogni erotici di tutto il sesso maschile e anche un po' di quello femminile, una delle ultime star ancora seduta sul trono che ha conquistato nell'Olimpo del grande cinematografo". Sono queste le parole che la regista Lina Wermuller ha usato per descrivere Sophia Loren, straordinaria attrice italiana che Roma omaggerà, fino al prossimo 7 maggio, attraverso la mostra "Scicolone, Lazzaro, Loren", allestita presso il Complesso del Vittoriano.
Come suggerisce il titolo, la mostra ripercorre la storia della sua vita dalla sua nascita ("in Scicolone") fino al suo raggiungimento della fama internazionale ("Loren", con il "ph" nel nome, invenzione di Goffredo Lombardo per darle un tocco internazionale), con un omaggio, immancabile, alla sua bellezza senza età ("Lazzaro" è infatti il regalo di un regista di fotoromanzi che diceva che la sua bellezza faceva resuscitare i morti).
Con questa mostra – per la cui realizzazione la stessa attrice ha fornito la sua preziosa collaborazione – si fa così un tuffo nel passato: ecco allora venirci incontro Sofia Scicolone, una bella ragazza di Pozzuoli, appassionata quanto forte e coraggiosa, che ha trovato i suoi primi successi nel mondo dei fotoromanzi, pagine patinate da cui già sorrideva a tutta Italia. "Erano tempi di stenti, di fame - ricorda oggi la stessa attrice - ma avevo tanta voglia di rimboccarmi le maniche e andare avanti per la mia strada, che intuivo non era facile. Avevo tanta energia e mi dicevo sempre: vai, vai Sofia che ce la farai..."
E, infatti, il successo non ha tardato ad arrivare. Nel giro di pochi anni, il cinema, quello vero, le ha spalancato le porte, e l'ha vista recitare, fianco a fianco, con le massime personalità di quegli anni: da De Sica a Chaplin, da Mastroianni a Cary Grant, da Eduardo De Filippo a Marlon Brando, da Scola a Robert Altman, da Sordi a Clark Gable. "Ma – come ha ricordato anche il Presidente della Provincia di Napoli in occasione dell'inaugurazione – senza mai dimenticare le sue radici, il popolo e la terra da cui viene, che a sua volta non l'ha mai tradita e ha sempre continuato ad amarla. Sophia resta, ancora oggi, una tra le più straordinarie 'ambasciatrici' di Napoli in tutto il mondo".
"Scicolone, Lazzaro, Loren" si propone quindi di raccontare, come scrive Vincenzo Mollica, curatore della mostra insieme ad Alessandro Nicosia, Presidente di Comunicare Organizzando, "la storia di una ragazza del popolo che è diventata regina, di un regno fatto di cinema e immaginazioni, fatto di sogni e realtà che vivono come vasi comunicanti... L'arte della Loren vive nei suoi cento film, quelle interpretazioni memorabili che l'hanno fatta diventare una star: unica, irripetibile, affascinante, con uno stile fatto di una naturale eleganza che ha lasciato il segno".
"Scicolone, Lazzaro, Loren" è infatti una mostra in cui idealmente la donna e la star camminano insieme, in cui la Sofia di Pozzuoli, bellezza napoletana che ama la sua terra e le è strettamente legata, convive e dialoga con la Sophia attrice internazionale, diva apprezzata a livello mondiale e vincitrice di due Oscar ("La vittoria del primo Oscar – ricorda lei stessa – mi venne annunciata da Cary Grant alle 6.45 del mattino. Afferro il telefono, lo sbatto contro l'orecchio e sento la voce di Cary Grant che urla: 'Hai vinto, hai vinto! Non lo sapevi ancora? Sono felice di essere stato il primo a dirtelo'. Per il secondo Oscar tutto è avvenuto in maniera più tranquilla, ma la felicità per questa seconda statuetta 'alla carriera' è stata maggiore, anche se più composta della prima. Ma soprattutto è stato un riconoscimento che ha messo più a fuoco la mia gratitudine verso il mondo del cinema americano").
Nella mostra, Sophia Loren per la prima volta ha accettato di aprire i suoi archivi, ordinati, ricchi di documenti che raccontano, meglio di qualsiasi altra cosa, quanto e come ha vissuto il suo essere artista, il suo essere attrice. A raccontare la sua storia sono premi, manifesti, copertine di tutte le riviste del mondo, attestati, copioni, lettere, fotoromanzi, cineromanzi, calendarietti, ritratti e illustrazioni realizzati da grandi artisti, foto private, pubbliche e di scena, costumi, dischi, filmati provenienti dai cinegiornali Luce e dalle Teche Rai. Una sezione importante è anche quella dedicata ai vestiti che Giorgio Armani – stilista da lei molto amato – ha realizzato ispirandosi al suo fascino e alla sua bellezza.
Prezioso è stato il contributo fornito da Mina Fabbri, la più importante collezionista al mondo di materiali che riguardano la Loren.
A fare da guida e a completare la mostra è un catalogo arricchito da un dizionario autobiografico scritto dalla Loren per l'occasione, insieme a scritti di grandi artisti di ieri e di oggi che raccontano la sua arte. Una sezione particolarmente emozionante è quella dedicata ai ritratti fotografici realizzati dai grandi maestri della fotografia: da Richard Avedon a Tazio Secchiaroli.
