Il giovane design italiano sarą quest'anno protagonista al Triennale Design Museum. Dopo "Oggetti sonori", la mostra a cura di Marco Ferreri e Patrizia Scarzella incentrata sulla ricerca dell'identitą sonora degli oggetti di design, sono infatti in programma sei appuntamenti dedicati ad altrettanti designer dell'ultima generazione. Come spiega la Direttrice Silvana Annichiarico, "grazie alla collaborazione con MINI, nel Creative set progettato da Antonio Citterio, ogni designer invitato metterą in scena se stesso e la propria metodologia progettuale, nel modo e nella forma che riterrą pił opportuni. Il taglio non sarą insomma né monografico né celebrativo né retrospettivo: piuttosto, quasi dando in autogestione uno spazio, ogni designer sarą chiamato ad autorappresentarsi e a dar forma al proprio progetto creativo".
Il primo appuntamento č con gli "Oggetti Disobbedienti" di Giulio Iacchetti (29 maggio-28 giugno 2009), a cui seguiranno Dodo Arslan (8 luglio-30 agosto 2009), Lorenzo Damiani (9 settembre-11 ottobre 2009), Massimiliano Adami (20 ottobre-22 novembre 2009), Matteo Bazzicalupo e Raffaella Mangiarotti (2 dicembre-10 gennaio 2010) e Paolo Ulian (20 gennaio-21 febbraio 2010). Sei designer diversi, disomogenei per linguaggio e per stile, ognuno a suo modo innovatore.
GIULIO IACCHETTI E I SUOI "OGGETTI DISOBBEDIENTI". Quarantatre anni, Giulio Iacchetti č industrial designer dal 1992, e dal 2008 insegna progettazione all'Universitą degli Studi della Repubblica di San Marino- Universitą IUAV di Venezia. I suoi progetti sono stati esposti in numerose mostre e musei, in Italia e all'estero, e nel corso degli anni ha ricevuto importanti riconoscimenti internazionali, tra cui, nel 2001, con Matteo Ragni, il "Compasso d'Oro" per la posata multiuso biodegradabile Moscardino, che nello stesso anno č entrata anche a far parte dell'esposizione permanente del design al MOMA di New York.
Per la sua personale al Triennale Design Museum, Giulio Iacchetti ha messo da parte la sua ampia produzione per dare spazio a una serie di oggetti che sfuggono a una chiara catalogazione: oggetti disobbedienti, appunto, che resistono alle logiche del consumo. Disobbedienti perché si ribellano alla definizione di "prodotti di design" e ambiscono ad essere qualcos'altro. E infatti, nel catalogo della mostra, ogni singolo progetto č accompagnato dal testo di un autore che ha il compito di prendere spunto dal design per allargare il discorso e parlare d'altro. Come spiega infatti lo stesso designer, con i suoi progetti intende "proporre un pensiero, lasciare un segno. Come, per esempio, lo stampino per il ghiaccio a forma di lingotto. Un piccolo oggetto d'uso quotidiano capace di suggerire l'idea che l'acqua č preziosa come l'oro; oppure Pollicino, tagliere per briciole provocatorio e integralmente inutile, che aiuta a riflettere con ironia sulla precarietą delle risorse alimentari e sulla loro ingiusta distribuzione nel mondo".
"Tra eroici muri di legno": Michele De Lucchi al Triennale DesignCafé
Fino al prossimo 7 giugno, lo spazio del Triennale DesignCafé sarą animato dalle 16 opere realizzate da Michele De Lucchi, in legno grezzo e scolpite a colpi di accetta o di motosega. Lavori che non nascono con l'obiettivo di rispondere alle necessitą di clienti, industria o mercato, bensģ costituiscono un importante momento di ricerca e sperimentazione, che consente a De Lucchi di indagare nuovi linguaggi. Come afferma Andrea Branzi, si tratta di "pezzi di legno grezzo auto-referenziali, auto-sufficienti, perfettamente conclusi nelle proprie imperfezioni. Raffinati nella loro povertą; approssimativi in un mondo troppo perfetto; felici nella loro pesantezza, in un mondo di progetti troppo leggeri e tristi".
