Con la grande Missione di sistema organizzata a Mosca all'inizio di aprile, abbiamo fatto compiere un ulteriore passo avanti alla collaborazione Italia-Russia: abbiamo chiuso la fase di un rapporto proficuo, ma a volte spontaneo ed episodico, per aprire quella di una programmazione sistematica che ha lo scopo di trasformare le nostre relazioni in una vera "partnership strategica globale", di cui la collaborazione tra Sukoi e Finmeccanica per la realizzazione del nuovo aereo a medio raggio Super Jet 100 č un primo importante esempio.
Mai prima d'ora l'Italia aveva realizzato una Missione di sistema di tale rilevanza. Hanno partecipato oltre 800 operatori, esponenti istituzionali ed economici in rappresentanza di 600 aziende, associazioni, enti e banche, che, dopo la tappa comune di Mosca, si sono suddivisi tra le grandi cittą di San Pietroburgo, Ekaterinburg , Krasnodar e Novosibirsk, dove hanno avuto oltre 6.500 incontri di business con potenziali partner russi. Il grande successo della Missione, in questa fase di crisi globale, ha dimostrato la vitalitą e il coraggio delle imprese italiane e la loro fiducia nella possibilitą di instaurare proficui rapporti di business con i partner russi.
Le nostre due economie sono del resto fortemente complementari. Da una parte, l'offerta russa di materie prime, in primo luogo quelle energetiche, ed i settori dell'industria di base e dell'alta tecnologia; dall'altra, la specializzazione manifatturiera italiana e le nostre eccellenze produttive, in grado di soddisfare la domanda interna russa, dai macchinari ai beni di consumo.
Il partenariato strategico tra i nostri Paesi č sottolineato dalla crescita dell'interscambio che, negli ultimi dieci anni (1999-2008), č pił che quadruplicato, passando dai 6 miliardi di euro del 1999 ai 26 miliardi dello scorso anno, con un aumento dell'11% sul 2007. Le nostre esportazioni sono aumentate del 9% e le importazioni del 12%. L'Italia č il terzo Paese per interscambio con la Russia dopo Germania e Cina, il suo sesto fornitore al mondo e il secondo in Europa con una quota del 5,4%, e il secondo cliente dopo i Paesi
Bassi, con una quota del 6,5%. Le imprese italiane operanti stabilmente in Russia sono 500, e sono in continua crescita.
Sono dati importanti, ma non ci possiamo accontentare: il nostro obiettivo č divenire il primo partner economico della Russia. Gli ampi margini di crescita dei nostri rapporti economico-commerciali hanno spinto il Governo italiano a portare in Russia il meglio del "Sistema Italia", che vogliamo radicare in regioni che finora meno lo hanno potuto conoscere. Auspico che la nostra Missione stimoli ora investimenti italiani in Russia ed avvii collaborazioni industriali con imprese locali, con particolare attenzione alle Zone Economiche Speciali, partner ideali dei nostri Distretti produttivi. Ricordo, in materia, la Task Force italo-russa sui Distretti e le piccole e medie imprese, promossa dal mio Ministero.
Quello che vogliamo realizzare con la Russia č un rapporto concreto, equilibrato e "a due vie". L'Italia č infatti aperta agli investimenti russi, come dimostrano l'entrata di Gazprom nel mercato della distribuzione del gas, gli investimenti nel settore dell'acciaio della Severstal ed il recente acquisto da parte di Lukoil del 49% della Societą controllata da ERG che gestisce il polo di raffinerie di Priolo, in Sicilia, per un valore di 1,4 miliardi di euro.
Auspichiamo che si verifichi un ulteriore flusso di investimenti russi nel nostro Paese, sulla scorta di ciņ che sta accadendo per il turismo. Puntiamo ad un rapporto economico che diventi sempre pił intenso, come lo č quello tra i nostri popoli: 191 mila sono stati i viaggiatori italiani che si sono recati nel 2008 in Russia, mentre sono approdati in Italia 437 mila russi nel 2008. Contatti d'affari e rapporti umani costituiscono due facce della stessa medaglia, quella dello sviluppo economico e della collaborazione tra i popoli.
