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Speciale USA-CANADA
Occhi puntati sull'"altra America"!
di Luciano Topi *
ECCO DOVE IL MADE IN ITALY PUÒ PUNTARE AD UNA NUOVA CRESCITA. Se il Nord America è da tempo un mercato di riferimento per le aziende italiane, esistono aree ancora poco conosciute, ma ricchissime in termini di opportunità. Un esempio? Il Texas

Quando si parla di Stati Uniti, il pensiero dei più corre subito a città come New York, o alle opportunità offerte dalla Silicon Valley. Ma – come ha voluto evidenziare il recente Convegno delle Camere di Commercio Italo-Americane dell'Area NAFTA, svoltosi a Houston, in Texas – esiste un'altra faccia dell'America, meno conosciuta, meno popolare, ma certamente più ricca di potenzialità delle altre aree pure vitali degli Stati Uniti.
Il meeting di Houston ha voluto costituire soprattutto una chiamata per gli imprenditori italiani ad avere più coraggio nelle loro scelte, e non ripercorrere solamente le vetrine tradizionali del mercato, le fasce costiere dell'East e del West, o il Canada: aree dove si è facilitati dalla presenza di vaste comunità di italiani, ma dove si deve anche combattere per spazi di crescita reali, dove la competitività internazionale è senza remissione e le nostre imprese operano spesso in concorrenza ed in esclusione fra loro.
In Texas i prodotti italiani, sia quelli tradizionali del Made in Italy sia quelli più sofisticati della nostra tecnologia, sostenuti da una politica promozionale e di marketing adeguata, potrebbero ricevere uno spazio più rilevante.
Basterà ricordare come il Texas sia già oggi il secondo stato per popolazione, con oltre 23 milioni di abitanti; ha avuto un tasso di crescita intorno al +5% negli ultimi 3 anni (superiore a quello dell'America del Nord) e, se fosse uno stato, la sua economia sarebbe la decima al mondo; a Houston, inoltre, il costo di "fare business" è tra i più bassi dell'America del Nord.
Ben lontana da essere – come in passato – solo la città dei petrolieri, Houston oggi registra una crescita vertiginosa nei consumi e nei servizi, e può contare sulla presenza di settori di punta dell'economia, dall'aerospazio (NASA e Alenia – finalmente un'azienda italiana!) alla filiera dell'energia, con la sua ricaduta su tutta l'area della meccanica avanzata, dell'high tech (nanotecnologie e biotecnologie), con i tanti ricercatori italiani ormai inseriti nel cuore dei laboratori locali.
Di non minore importanza è l'efficientissimo porto di Houston, secondo in America e primo per il commercio internazionale, da cui parte una rete di autostrade che sta ridisegnando il sistema di distribuzione. Una Houston recentemente apertesi ai consumi internazionale, e che richiede prodotti di qualità che il Made in Italy può agevolmente offrire.
E così, mentre le importazioni europee al porto di Houston sono aumentate nel 2005 del 17%, quelle italiane sono cresciute solo del 9%: ben poco a fronte di quelle francesi (+21%), spagnole (+31%) e inglesi (addirittura +55%). Ecco perché il Texas dovrebbe essere presente nell'agenda degli imprenditori italiani, ed ecco perchè dovrebbe essere oggetto di un'attenzione più mirata da parte delle organizzazioni economiche che vogliono partecipare in maniere nuova al processo di internazionalizzazione del nostro Paese.

* Presidente della Camera di Commercio Italo Americana in Texas

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