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Una convention di “fatti di business” e non parole, che sfida le CCIE a volare alto
30 ottobre 2009
Il Presidente di Assocamerestero Augusto Strianese: “Il nostro Cliente è l’impresa. E la Convention lo ha posto al centro delle quattro giornate di lavoro”. Varato un nuovo format delle Convention Assocamerestero che ora dovrà essere consolidato dall’edizione 2010 - forse in una città del Nord
Si sono conclusi mercoledì 28 ottobre, al Grand Hotel Salerno, i lavori della XVIII Convention mondiale delle Camere di Commercio Italiane all’Estero (CCIE), che si erano aperti lo scorso 24 ottobre nella città campana. Alla Convention è seguita la giornata pubblica del IV Forum di Federexport, organizzato anch’esso nel contesto di “Campania international week”, la settimana dedicata all'economia e agli scambi internazionali voluta dalla Camera di Commercio di Salerno.
Nell’ambito della Convention, due giorni (24 e 25 ottobre) di lavori interni del sistema camerale, lavori che tra l’altro hanno visto il rinnovo del Consiglio di Assocamerestero - l’Associazione che rappresenta le 74 Camere di Commercio Italiane all’Estero (CCIE) - e l’elezione del nuovo Presidente dell’Associazione, Augusto Strianese, già Vice Presidente per lunghi anni di Assocamerestero e Presidente della Camera di Commercio di Salerno, una elezione, questa, che arriva dopo il settennato di Edoardo Pollastri - il Presidente che ha dovuto traghettare l’Associazione delle CCIE a una più moderna strutturazione interna che si riflette nel nuovo Statuto che l’Associazione si è data, che, tra il resto, ha posto le basi di un rinnovato rapporto con il Governo nazionale.
A seguire, la giornata pubblica del 26 ottobre, che tra il resto ha visto la partecipazione del Vice Ministro allo Sviluppo Economico Adolfo Urso, insieme ai vertici istituzionali nazionali e locali e gli esponenti nazionali del sistema della promotion pubblica e del sistema economico-finanziario.
Infine, nelle giornate del 27 e 28 ottobre, la Convention si è concentrata sugli incontri di business tra imprese campane da una parte e la rete delle CCIE dall’altra. Novità assoluta di quest’anno, l’importante presenza di 112 buyers provenienti da tutto il mondo.
Il 28 ottobre, inoltre, le CCIE, dopo aver dedicato la mattinata ai lavori di programma e agli incontri d’area, hanno incontrato nel pomeriggio la rete dei consorzi export di Federexport in una serie di incontri one to one.
Molte le innovazioni apportate dalla convention salernitana alla tradizione delle Convention CCIE: ciclo di seminari didattici rivolti agli allievi delle scuole secondarie di 1° e 2° grado della provincia di Salerno sul tema dell’internazionalizzazione; workshop b2b con 112 buyers provenienti dall’area euro-mediterranea e russa; incoming di architetti dagli USA, per un’analisi urbanistica e morfologica della città di Salerno con successivo incontro con l’Amministrazione comunale di Salerno; incontri bilaterali tra le CCIE e i Consorzi export italiani; il forum nazionale dei consorzi export.
Al termine della quattro giorni, il neo Presidente di Assocamerestero, Augusto Strianese, ha fatto un primo bilancio.

Presidente, è soddisfatto dell’edizione 2009 della Convention delle Camere di Commercio Italiane all’Estero delle quale Lei, dallo scorso 25 ottobre, è divenuto Presidente?
Per sei giorni Salerno è stata la capitale dell’internazionalizzazione, con “Campania international week” che ha messo in scena non solo la XVIII Convention delle CCIE, ma anche il IV Forum di Federexport. Non posso, quindi, che dirmi soddisfatto di queste giornate di lavori, ricche di appuntamenti, e, non lo nascondo, stancanti. Questo come Presidente della Camera di Salerno. Poi il 25 ottobre sono stato eletto Presidente di Assocamerestero, e dunque della rete delle CCIE. E in questa veste, accanto alla soddisfazione esprimo un po’ di sana preoccupazione. Abbiamo messo tante, forse troppe, cose in pentola e adesso o si lavora di conseguenza, proporzionatamente ai fatti di questi giorni e alle attese che abbiamo noi stessi creato, o si rischiano brutte figure. Abbiamo realizzato una convention che ci sfida, come Assocamerestero, a volare molto alto nei prossimi mesi. Una "sfida" che è venuta fuori anche nel corso degli interventi e dei dibattiti che si sono susseguiti nella giornata pubblica del 26 ottobre e poi nel grosso lavoro di incontri e riunioni, sia operative sia strategiche, che hanno impegnato Assocamerestero e le singole CCIE in tutti questi 4 giorni.

Una convention impegnativa anche nella prospettiva dell’edizione 2010...
Certo. Infatti con l’edizione 2009 noi abbiamo apportato novità strutturali e ‘pesanti’ al format Convention Assocamerestero. Normalmente alle Convention Assocamerestero le imprese del territorio incontravano le Camere di Commercio Italiane all’Estero. Qui a Salerno, invece, abbiamo visto che le imprese del territorio hanno incontrato non solo le Camere ma l’intero sistema sia della promotion che del business fattuale. Infatti, le aziende hanno incontrato anche i buyers -sono stati ben 112. E hanno incontrato poi i 120 Consorzi export di Federexport. Altresì, le 74 Camere di Assocamerestero hanno incontrato i Consorzi. Le imprese sono state messe al centro di questa Convention. Così come le Camere, che sono il braccio operativo della promotion nazionale all’estero, sono state messe in condizioni di dialogare direttamente con il sistema di promotion nazionale italiano che è alla ricerca costante e per suo proprio DNA dell’estero, dei mercati esteri, quello rappresentato dai Consorzi export, 120, che aggregano e rappresentano 4.500 imprese esportatrici italiane. Il tavolo misto che ha visto confrontarsi Camere di Commercio Italiane all’estero, Camere di Commercio Italiane e tutte le Aziende Speciali delle Camere di Commercio italiane sull’internazionalizzazione, anche questo è stato una novità, rispetto al format tradizionale, espressione di un nuovo clima che deve iniziare a improntare il lavoro della promotion italiana: ‘fare sistema’ per davvero, nei fatti, dopo troppe inutili dichiarazioni d’intenti. Poi ci siamo dedicati ai ragazzi delle scuole medie e abbiamo fatto un programma ludico e educativo per far capire loro cos’è l’internazionalizzazione.
Senza dubbio, con le novità che abbiamo introdotto quest’anno, metteremo un po’ "in crisi" la Camera di Commercio che sarà incaricata di organizzare la Convention 2010. E la domanda che mi è parso di raccogliere nei corridoi è: si ritornerà al format che abbiamo visto fino alla XVII edizione, o si cercherà di duplicare i risultati ottenuti in questa XVIII edizione stabilizzando un format che è ambizioso e contestualmente molto più adatto alle necessità delle imprese in questa fase storica?

La tradizione vuole che al termine della giornata pubblica della Convention si dia l’annuncio della sede Convention del prossimo anno. Quest’anno non è stato così.
Perché abbiamo avuto un cambio di Presidenza, di conseguenza il Consiglio precedente di Assocamerestero non ha voluto assumere impegni in fase di decadenza, non lo ha fatto per garbo istituzionale. Dopo la costituzione del nuovo Consiglio, il 25 ottobre, non c’è stato il tempo per il nuovo Consiglio di affrontare il tema della selezione delle candidature pervenute per l’edizione 2010. Quanto prima organizzerò l’incontro con i Consiglieri e prenderemo in esame le candidature che abbiamo. Posso anticipare che è sul tavolo la candidatura di una città del Nord che ritengo molto forte.

Una convention molto business oriented e Lei, appena nominato, ha sottolineato che il core business delle CCIE è la PMI e la micro impresa
Il nostro primo riferimento devono essere le imprese, gli imprenditori -è a loro che dobbiamo guardare sempre nel nostro agire. Il ‘Cliente’ del sistema camerale, sia nazionale che italiano all’estero, è l’impresa. Se perdiamo di vista questo abbiamo fallito.

Strianese è noto per essere "l’uomo dell’internazionalizzazione", e un po’ tutti in questi giorni hanno dimostrato di avere delle attese importanti dalla Presidenza Strianese...
Come ho accennato, vivo questo momento con entusiasmo e, allo stesso tempo, con preoccupazione. Quando la gente non si aspetta niente, fai poco e quel poco basta. Ma la gente si aspetta tanto, è difficile rispondere a tutte le aspettative.

La sua nomina è apparsa anche un chiaro segnale politico nel contesto di questo nuovo protagonismo del Mezzogiorno sullo scenario nazionale...
Io mi auguro di essere in grado di portare sui mercati esteri il Mezzogiorno italiano nella sua espressione migliore a beneficio non solo del Mezzogiorno, ma dell’intero Paese.

In questi giorni, molti, a partire dal suo predecessore, Edoardo Pollastri, hanno richiamato la presidenza di Piero Bassetti e quella di Danilo Longhi, tappe e stili molto diversi tra loro e che però danno unitarietà e ‘senso’ alla storia di Assocamerestero. Lei a chi si sente più vicino?
Ho conosciuto e sono stato molto vicino a Danilo Longhi, ho avuto modo di lavorare al suo fianco. Come me, anche lui veniva dalla presidenza di una Camera di Commercio provinciale, relativamente piccola, Vicenza. Longhi era un operativo creativo, che si accingeva a rivoluzionare il sistema di Assocamerestero. Purtroppo gli eventi non glielo hanno consentito.
Allo stesso tempo, mi auguro che il carisma del primo presidente di Assocamerestero, Piero Bassetti, sia per me d’auspicio per un futuro di azioni pragmatiche impostate sulla solidità strategica che è stata propria di Bassetti.

Nei suoi primi trenta giorni cosa farà?
Ho molte idee, ma non ho voluto definire un programma, visto che ritengo che un programma debba essere fatto tutti insieme, con i collaboratori, e con il Consiglio. In questa fase ho bisogno di raccogliere quante più informazioni possibili, parlare con il maggior numero possibile di persone. La densità di queste giornate non mi ha dato la possibilità di fare un pre-consiglio informale per cominciare a raccogliere un po’ di dati, di esigenze, di malumori, auspici, per poi costruire un programma. Quindi per i primi 15-20 giorni farò il punto della situazione per raccogliere dei dati concreti da cui partire. Solo dopo definirò un programma.  (ItalPlanet News)
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