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èItalia numero 1, Gennaio-Febbraio 2000
Carlo Azeglio Ciampi Un presidente voluto da tutti
di Padre Gaetano Lo Russo r.c.j.
"Il progresso civile come programma politico e di vita"
E' la prima volta che in questo secolo il nostro Parlamento sceglie un Presidente senza lacerarsi o dividersi. Già in prima votazione, nonostante i soliti franchi tiratori, Carlo Azeglio Ciampi ha raggiunto il quorum dei due terzi, diventando il migliore dei presidenti possibili. Dalle colonne del Corriere Indro Montanelli esprimeva una "festosa incredulità" per come è andata la sua elezione, anche in considerazione delle numerose e pur sempre potenti lobby parlamentari che si sono venute a creare in quest'ultimo scorcio di secolo.
Giudicato da tutti "indispensabile", Ciampi, nato a Livorno il 9 Dicembre 1920, non appartiene alla compagine dei parlamentari, né è iscritto ad un partito. La sua ultima tessera risale a cinquant'anni fa, quando aderì al Partito d'Azione, nelle cui file militavano una minoranza di persone attratte dagli ideali di una cultura di giustizia e libertà.
La stagione migliore del Presidente Ciampi è coincisa con il periodo che va dalla sua nomina a Governatore della Banca d'Italia fino ai nostri giorni. Da allora infatti Ciampi è stato anche chiamato ad essere Presidente del Consiglio, succedendo ad Amato nel 1993, ed in seguito come Ministro per il Tesoro e Bilancio traghettando l'Italia nel club dell'Euro (la moneta europea). Ed è in questo contesto che si sono rivelate tutte le sue doti: politicamente laico, interiormente religioso ed osservante. Da ministro ha dovuto agire su due versanti: all'interno, compiendo l'opera di risanamento, giudicata quasi impossibile, di far collimare i parametri decisi nell'intesa di Maastricht; fuori, usando i migliori argomenti per convincere i partners europei che anche l'Italia era pronta ad entrare a pieno titolo fin dalla prima fase dell'euro.
Oggi l'Italia dispone, questo il verbo più giusto, di un uomo super partes, appassionato dello Stato che ha servito senza ambiguità o perplessità, militando di riflesso in politica senza soverchierie, anche se la sua preparazione e levatura poteva consentirgli margini di libertà più estesi.
Il frutto che Ciampi ha raccolto perseguendo questa cultura di servizio è quello di trovarsi elemento di riunificazione delle diverse componenti politiche e questo non è cosa da poco in un paese dove hanno voce più di quaranta partiti. Si riaccendono quindi le speranze per prospettive di cambiamento e crescita attraverso le riforme che ogni giorno si fanno più urgenti nell'attesa di un avvento della Grande Riforma. La stessa intesa costituzionale che hanno raggiunto i due poli di quel giorno della sua elezione nelle Camere riunite in seduta comune potrebbe rivelarsi ancora una volta, quando il Presidente darà dimostrazione con il suo stile politico ed operativo che poteri, interessi legittimi e tentazioni consociative non possono essere anteposti ai valori propri delle istituzioni democratiche di un Paese civile.
Un altro frutto derivante dalla presenza di Ciampi sul colle del Quirinale, e questo non può che far piacere a tutti gli italiani residenti all'estero, è dato dalla nuova posizione che il Paese assume davanti all'Europa e al mondo intero. La credibilità internazionale di cui gode il Presidente Ciampi riscatta il Paese da tutti i pregiudizi che sono sorti dopo anni di inefficienza istituzionale e di scarso profilo politico (leggi la consuetudine di cambiare di Presidente del Consiglio dei Ministri quasi ogni sei mesi).
Abbiamo quindi nel Presidente Ciampi un civil servant che, garantendo la distinzione dei ruoli, farà del dialogo istituzionale e riformatore il suo cavallo di battaglia. E' un ruolo che gli viene affidato non solo dalla contingenza dei tempi, ma dalla storia della politica in Italia e dalla sua stessa personalità di elemento più adatto per il raggiungimento di questo risultato. Il suo essere al di sopra delle parti, libero e indipendente, gli daranno ragione di ogni stimolo che vorrà dare alla vita politica del Paese.
Testimone di questa possibilità è anche la sua consorte, la signora Franca, quando, preoccupata di suggerire al Papa quel suo richiamo d'affetto che ha fatto il giro del mondo "Santità, non si strapazzi!" ha voluto mostrare la sua sollecitudine per uomini che contano e che si sono trovati d'accordo anche sull'orizzonte dei grandi temi come il ruolo dell'Italia in un'Europa dello spirito e dei valori, alla luce del suo passato cristiano e, tema legato sia alla cronaca che alla storia, il fatto dell'incombente Giubileo con il suo alto significato culturale e spirituale.
L'Italia e la grande comunità mediterranea si sono consegnate nelle mani di un uomo che certamente farà del progresso civile un programma politico e di vita. Da parte nostra l'augurio che sappia superare con determinazione e coraggio tutti gli steccati che inevitabilmente incontrerà sul suo cammino. L'Italia intera è stanca di questa deriva politica. Carlo Azeglio Ciampi saprà traghettarla verso approdi più sicuri.

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