| Numero 63, Maggio-Giugno 2010 |
| Africa, centrale negli equilibri internazionali
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| di Domenico Calabria |
| Per il Ministro Frattini si tratta di un continente dalle grandi potenzialità, in termini politici come a livello economico |
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L’Africa va considerata come “un’opportunità, e non come un problema per il mondo”. Lo ha affermato il Ministro degli Affari Esteri, Franco Frattini, intervenendo al II Forum Italy & Africa Partner in Business, che si è svolto l’1 e il 2 luglio a Roma, organizzato da Simest su incarico del Ministero dello Sviluppo Economico. Il Ministro, dinanzi ad una vasta platea composta dai rappresentanti dei maggiori enti ed istituzioni italiani, dai ministri africani di Congo, Gibuti, Liberia, Nigeria, Camerun, Ghana, oltre che dai rappresentanti di circa 500 aziende, ha tenuto a sottolineare la necessità di “superare le logiche assistenzialiste del passato”, per “venire incontro sia alle esigenze dei Paesi africani, che oggi chiedono non soltanto aiuti ma investimenti, sia a quelle del mondo imprenditoriale italiano, che ha tutto da guadagnare da un’Italia più presente e che conta di più in Africa”. L’Africa, quindi, come meta “degli investimenti stabili che si radicano sul territorio e generano nuovo sviluppo”. I settori in cui le nostre imprese possono intervenire sono molteplici: l’agroindustria, il turismo, l’industria manifatturiera - tessile, abbigliamento, calzature, oreficeria, arredo.
Per comprendere appieno le potenzialità di questo continente, il Ministro Frattini ha ricordato l’importanza delle “country presentation” (Kenya e Uganda saranno le prossimi Paesi-focus), che costituiscono un “metodo innovativo” per mettere in contatto diretto le Associazioni di categoria e il mondo imprenditoriale italiano, il vertice politico e i responsabili delle Agenzie di promozione degli investimenti dei Paesi africani.
Per il Ministro Frattini - come egli stesso ha tenuto a ribadire - parlare di centralità dell’Africa - in termini politici, economici, nelle relazioni internazionali - “non è uno slogan”: senza un rapporto stretto di collaborazione “non possiamo combattere il terrorismo, i traffici di esseri umani e di droga, il cambiamento climatico che colpisce in primo luogo l’Africa”. E, senza l’Africa, “non possiamo affrontare il tema della sicurezza energetica, particolarmente sensibile per un Paese come l’Italia, grande importatore di gas e di petrolio”.
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