| čItalia numero 77, Febbraio 2012 |
| Il valore della Res Publica
|
| di Giorgio Mulè |
 |
In questo numero di èItalia, gli spunti di riflessione sono molteplici. A partire dal consueto inserto speciale, dedicato al mare: mare inteso come ricchezza turistica, ma, sempre più, come patrimonio economico. L’Italia conferma infatti la sua “nomea” di Paese di navigatori, potendo annoverare una Economia del Mare assolutamente degna di rispetto: 15 milioni di euro di esportazioni, 12 miliardi di investimenti, 80mila imprese del settore, con circa 670mila addetti. E, cosa assolutamente da non dimenticare in periodi economici difficili, una delle voci più positive del nostro export. Il Mare, quindi, come bene da preservare anche - ovviamente, non solo - per lo straordinario indotto di cui l’Italia gli è “debitrice”.
E di beni da preservare parla anche Alessandra Mottola Molfino, Presidente di Italia Nostra, che in un’interessante intervista spiega perché gli Italiani devono prendersi cura del proprio patrimonio culturale e paesaggistico, andando ben al di là del semplice “amore per il bello”: città vivibili e tutelate sono infatti sinonimo di una popolazione in salute, culturalmente vivace e responsabile, in grado di trasmettere questa ricchezza alle generazioni future. Perché la cultura non può - e non deve - essere patrimonio di pochi, bensì di tutti.
Con ciò voglio ricordare - cosa che a volte ci dimentichiamo, o, semplicemente, molti cercano di farci dimenticare - che il nostro Paese è, appunto, nostro. Il concetto di Repubblica è infatti di derivazione latina, da Res Publica, che letteralmente significa Cosa di tutti. E quei “tutti” siamo noi, i cittadini: è a noi che appartiene il mare, è a noi che appartiene la cultura, è a noi che appartiene quel patrimonio artistico e paesaggistico di cui l’Italia è tanto ricco. E spetta a noi rispettarlo, valorizzarlo, far sì che non sia “defraudato” da chi fa semplicemente i propri interessi alle spalle degli altri. Ma è necessario far sentire la nostra voce di cittadini, la nostra consapevolezza, affinché l’Italia - e noi con essa - non continui ad essere danneggiata. Perché è da queste risorse che possiamo trarre gli strumenti e le forze per risollevare - anche in termini economici - il nostro Bel Paese.
|
|